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Mani calde

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Davide ha nove anni e non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l'abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, nel sonno in cui è costretto, Davide sente e "vede" le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come qu Davide ha nove anni e non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l'abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, nel sonno in cui è costretto, Davide sente e "vede" le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come quel "dottore antipatico" che tenterà l'impossibile per salvarlo. Un legame speciale fatto di empatia e sensazioni destinate a durare si formerà fra il medico e il ragazzino: eppure il primo è un uomo schivo, scorbutico, bravissimo nel proprio lavoro ma incapace di gestire ogni genere di rapporti umani; l'altro è pieno di vita ma immobile su un letto. Una storia semplice, dall'emozionante lieto fine, è al centro di questo romanzo a più voci che dà spazio ai sentimenti e ai tanti diversi personaggi che si ritroveranno uniti di fronte alla sofferenza. Il dramma dei pazienti e del loro amore per la vita in un libro forte, tenero, poetico.


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Davide ha nove anni e non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l'abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, nel sonno in cui è costretto, Davide sente e "vede" le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come qu Davide ha nove anni e non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l'abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, nel sonno in cui è costretto, Davide sente e "vede" le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come quel "dottore antipatico" che tenterà l'impossibile per salvarlo. Un legame speciale fatto di empatia e sensazioni destinate a durare si formerà fra il medico e il ragazzino: eppure il primo è un uomo schivo, scorbutico, bravissimo nel proprio lavoro ma incapace di gestire ogni genere di rapporti umani; l'altro è pieno di vita ma immobile su un letto. Una storia semplice, dall'emozionante lieto fine, è al centro di questo romanzo a più voci che dà spazio ai sentimenti e ai tanti diversi personaggi che si ritroveranno uniti di fronte alla sofferenza. Il dramma dei pazienti e del loro amore per la vita in un libro forte, tenero, poetico.

30 review for Mani calde

  1. 5 out of 5

    Serena.. Sery-ously?

    Il dottore cattivo avvicina la sua testa verso di me, mi tocca la fronte e... ha le mani calde. Uh! Che fortuna, se ha le mani calde non può essere tanto cattivo!" “Mani calde” è un romanzo adorabile e dolcissimo che vi scalderà il cuore.. Prendetelo e lasciatevi coccolare! E’ stato un amore a prima cover e devo dire azzeccatissima!! E’ la storia di Davide, nove anni, che in seguito ad un bruttissimo incidente è in coma. In questa condizione però, riesce a sentire e capire ciò che gli succede attor Il dottore cattivo avvicina la sua testa verso di me, mi tocca la fronte e... ha le mani calde. Uh! Che fortuna, se ha le mani calde non può essere tanto cattivo!" “Mani calde” è un romanzo adorabile e dolcissimo che vi scalderà il cuore.. Prendetelo e lasciatevi coccolare! E’ stato un amore a prima cover e devo dire azzeccatissima!! E’ la storia di Davide, nove anni, che in seguito ad un bruttissimo incidente è in coma. In questa condizione però, riesce a sentire e capire ciò che gli succede attorno in ospedale e a “dire la sua”. E’ un romanzo corale, in cui diversi protagonisti raccontano la vicenda e sono tutte ben costruite: Davide in primis, che parla con l’innocenza e la dolcezza di un bimbo di 9 anni, con gli occhi pieni di fiducia nel mondo e nelle persone.. Il dottore ‘Cafone’, che però ha le mani calde e quindi non può essere cattivo, un personaggio un po’ stronzo, con tanti sbagli alle spalle e soprattutto amarezza, la mamma e il papà di Davide, distrutti dal dolore e dal senso di colpa, i nonni, gli infermieri.. Un quadro variegato ed equilibrato e da ognuno di loro ricaviamo informazioni importanti sugli altri personaggi, soprattutto sul Dottore Cafone che, dopo Davide, è in assoluto il mio personaggio preferito. Davide infatti, dal suo coma, opererà una magia: lo trasformerà in un essere umano e smetterà di essere sgradevole, irascibile, presuntuoso, cattivo. Detto così sembra essere una cavolata, ma vi giuro.. E’ una cosa dolcissima!! *_* Ci sono stati momenti dolorosi, non lo nego. E magari sto invecchiando però cavoli, a volte certi lucciconi a leggere! Forse i momenti più dolorosi sono i POV della mamma e del papà che si colpevolizzano (è la mamma ad insistere con Davide per uscire e andare a comprare le cose per scuola, quando avviene l’incidente.. Ed è il papà che si sente poco presente), che vorrebbero essere al posto del loro figlioletto e rimpiangono tante cose, come ad esempio non aver comprato il cane a Davide, nonostante lo chiedesse tanto. Insomma, una pena che non vi dico :( Molto tenero l’amore della famiglia di Davide e il modo in cui viene mostrato.. Piccole cose, piccoli gesti, piccole accortezze.. Mi si è sciolto il cuore!! Tra l’altro l’autrice prima di essere scrittrice è infermiera strumentista e aiuto-anestetista e si sente che non spara idiozie ma che conosce bene l’ambiente.. Mi è piaciuta molto la parte ambientata in ospedale per la sua vividezza e veridicità.. :) (E’ anche appassionata di filosofia e.. Bon, mi è piaciuto anche come sia riuscita a mostrare questa sua passione attraverso il personaggio di Patti..!!) Dicono che sono uno stronzo e un po’ è vero, e mi piace anche essere stronzo, dato che se non fossi stronzo non saprei proprio cos’altro potrei essere. Mi porto a spasso la stronzaggine come un vestito. Secondo me si sbagliano tutti, non hanno capito che lui fa solo finta di essere cattivo. Mi ha coperto quando sentivo freddo, e anche il mio braccio, quello che restava sempre fuori perché ha tutte le bottiglie attaccate, lui l’ha preso e l’ha messo sotto le coperte, e mica l’hanno fatto tutti… Gli altri si dimenticavano sempre di questo braccio che restava al freddo. Allora gli dico che fare il padre è facile. Un papà aggiusta i giocattoli quando si rompono, mette a posto la pista delle macchinine quando non hai voglia, ti insegna ad andare in bici senza rotelle e porta le cose pesanti tipo l’acqua dal garage in cucina, o sposta i mobili per cercare la pallina che è caduta dietro. Poi un papà ti dice che sei bravo anche quando a calcio hai fatto perdere tutta la squadra e dice a mamma che la macchia sul muro c’era già da prima, mentre non è vero, e ti dice che non importa se non hai preso dieci. Uno non può restare tutta la vita un ghiacciolo insensibile e distaccato. Prima o poi viene sempre il momento di mandare affanculo il tuo carattere e scoprirti diverso da quello che finora avevi pensato di essere.

  2. 4 out of 5

    Laura

    "Poi infila una mano sotto il letto e cerca la mia mano, quella senza tubicini. Io gliela stringo perché tanto ho capito che è tutta una finta che è cattivo." "Mani calde" mi ha conquistata fin da subito, fin dalle prime pagine. Giovanna Zucca è un'infermiera, conosce la vita di cui parla, e si vede. Tutto è dettagliato, ben curato. Viviamo questa vicenda attraverso gli occhi di quasi tutte le persone coinvolte, ma tutti i POV sono caratterizzati bene, ben distinti. In particolare, ho apprezzato mol "Poi infila una mano sotto il letto e cerca la mia mano, quella senza tubicini. Io gliela stringo perché tanto ho capito che è tutta una finta che è cattivo." "Mani calde" mi ha conquistata fin da subito, fin dalle prime pagine. Giovanna Zucca è un'infermiera, conosce la vita di cui parla, e si vede. Tutto è dettagliato, ben curato. Viviamo questa vicenda attraverso gli occhi di quasi tutte le persone coinvolte, ma tutti i POV sono caratterizzati bene, ben distinti. In particolare, ho apprezzato molto come la scrittrice sia stata in grado di raccontare con la voce di un bambino, una voce pura, sincera, coraggiosa. Il cuore del libro è il rapporto tra Davide e il Dottor Bozzi. Un bambino sveglio, intelligente, addormentato ma presente, e un uomo chiuso, solo, burbero. Un uomo che nel suo lavoro è un genio, che ha le mani di un Dio, ma che non riesce a riempire la sua vita di altro. Ed è proprio quel bambino, con gli occhi chiusi ma la mente che parla, che gli permette di aprirsi, perdonarsi, conoscersi, volersi bene.

  3. 5 out of 5

    Nadia

    Un libro di buoni sentimenti, dove la storia è raccontata dal punto di vista di vari personaggi che ruotano attorno al piccolo Davide (anche lui voce narrante), ricoverato al reparto di terapia intensiva in un ospedale del nord Italia. Ho pianto una pagina sì e l'altra pure, non devo aggiungere altro.

  4. 5 out of 5

    T4ncr3d1

    Davide ha nove anni, è inchiodato a un letto d'ospedale dal coma, ma dentro di sé resta vigile e vivo. Il suo unico contatto con il mondo esterno passa attraverso il senso del tatto. Attraverso le mani. Calde, quelle delle anime buone, anche se in apparenza ostili e fredde, calde come quelle delle infermiere che si prendono cura di lui, dei genitori che bivaccano senza sosta in ospedale, persino del cafone, il primario ostile il cui rispetto si compone sostanzialmente di soggezione e timore reve Davide ha nove anni, è inchiodato a un letto d'ospedale dal coma, ma dentro di sé resta vigile e vivo. Il suo unico contatto con il mondo esterno passa attraverso il senso del tatto. Attraverso le mani. Calde, quelle delle anime buone, anche se in apparenza ostili e fredde, calde come quelle delle infermiere che si prendono cura di lui, dei genitori che bivaccano senza sosta in ospedale, persino del cafone, il primario ostile il cui rispetto si compone sostanzialmente di soggezione e timore reverenziale; fredde, invece, quelle dei medici che attraversano la sua stanza con indifferenza, che vedono solo un soggetto, un numero, non un paziente con un cuore pulsante. Quella del piccolo Davide è una storia come tante, e che pure alla fine si distingue per la portata delle sue conseguenze. Ricorrendo ad un elemento fantastico, la comunicazione mentale, telepatica, tra il primario e il bambino, la storia del ritorno alla vita del piccolo porta con sé il risveglio dell'animo dello scorbutico medico. Detto questo, Mani calde si presenta come un romanzo che vuole sostanzialmente commuovere e non disdegna qualche seria riflessione esistenziale, specie nel confronto tra l'ingenua, ma salvifica visione del mondo del bambino, e il cinismo marchiato sulla pelle del primario. Chiare le intenzioni, c'è da chiedersi: il risultato è quello atteso? Le modalità sono quelle giuste? Il giudizio, a mio avviso, non può essere pienamente positivo. Le buone intenzioni risultano infatti danneggiate da un eccesso straripante e stucchevole di buonismo, in primo luogo; da scelte narrative non condivisibili, in secondo luogo; da inevitabili cliché, infine, che si aggiungono con il peso, tuttavia non indifferente, di una ciliegina sulla torta. La condizione vigile del bambino in coma, che sente e vede tutto, mentre le persone intorno a lui lo credono perso come in un buco nero, risulta usata e abusata. Un precedente celebre, e decisamente più riuscito - fosse solo per l'azzeccara carica umoristica - è nel Malaussene di Pennac. La scelta di usare il punto di vista del bambino può essere interessante, ma si calca eccessivamente la mano, e quando la sua ingenua e infantile visione della vita (che classifica senza mezzi termini le persone tra "mani calde" e "mani fredde") risulta quella vincente, la credibilità viene meno. Il buonismo infuso nel bambino e che subito contagia chi gli sta intorno, le infermiere dal cuore d'oro e persino il medico dalla scorza dura, risulta eccessivo e stucchevole, impedisce anche un minimo coinvolgimento. E' il buonismo a buon mercato delle serie televisive mediche, con i suoi corridoi di ospedali lindi, il personale preparato che si destreggia tra la sentita vocazione medica e i problemi di tutti i giorni. Una visione che stride violentemente con la realtà attuale. Non mi sono piaciute poi alcune scelte narrative, come il fuoco multiplo: avrei preferito una narrazione a due voci, il piccolo Davide e il Cafone, e invece mi è toccato il punto di vista dei genitori di Davide, degli infermieri e pure della escort polacca (!) che frequenta il primario, istruita, filosofa, che nell'atteggiarsi a psicologa (!!) conquista il cuore del cinico cafone (!!!). Se è pure vero che la caratterizzazione dei personaggi si attesta su buoni livelli, specie nel conflitto interiore del primario, il ritratto dei personaggi, soprattutto quelli secondari, si trasfigura in mera caricatura a causa dell'abbondanza di cliché e luoghi comuni. Lo stesso Davide, che pure compie un miracolo multiplo (risvegliarsi dal coma profondo e far risvegliare tutti gli altri personaggi), resta un personaggio abbozzato, che assomiglia a tutti ma rimane senza personalità, una figurina, niente di più. Alla fine resta un romanzo scritto abbastanza bene, scorrevole, una lettura tutto sommato gradevole, che esaurisce la sua essenza una volta girata l'ultima pagina. Come una puntata di Grey's anatomy, che, a meno di esserne fanatici, ai titoli di coda torni a fare quel che stavi facendo prima, senza che nulla sia cambiato, eccetto l'aver riempito un'ora o poco più.

  5. 5 out of 5

    La Stamberga dei Lettori

    Viviamo in un mondo dove la morte e la disgrazia fanno spettacolo, dove le parole più sono meglio è e se sono forti è ancora meglio, dove il dolore e le lacrime fanno audience, dove si fa sentire solo chi alza la voce, ma dove purtroppo manca il rispetto. Adeguarsi è facile, soprattutto se si vuole cavalcare l'onda. Giovanna Zucca, invece, sceglie di raccontarci la storia di Davide sottovoce, lasciando spazio alle emozioni, quelle vere e sincere. Fin dalle prime righe del romanzo capiamo che c'è Viviamo in un mondo dove la morte e la disgrazia fanno spettacolo, dove le parole più sono meglio è e se sono forti è ancora meglio, dove il dolore e le lacrime fanno audience, dove si fa sentire solo chi alza la voce, ma dove purtroppo manca il rispetto. Adeguarsi è facile, soprattutto se si vuole cavalcare l'onda. Giovanna Zucca, invece, sceglie di raccontarci la storia di Davide sottovoce, lasciando spazio alle emozioni, quelle vere e sincere. Fin dalle prime righe del romanzo capiamo che c'è un lieto fine - eppure sarebbe stato facile lasciar penare il lettore per 230 pagine, nell'incertezza sulla sorte del bambino. * Davide ha nove anni, è inchiodato a un letto d'ospedale dal coma, ma dentro di sé resta vigile e vivo. Il suo unico contatto con il mondo esterno passa attraverso il senso del tatto. Attraverso le mani. Calde, quelle delle anime buone, anche se in apparenza ostili e fredde, calde come quelle delle infermiere che si prendono cura di lui, dei genitori che bivaccano senza sosta in ospedale, persino del cafone, il primario ostile il cui rispetto si compone sostanzialmente di soggezione e timore reverenziale; fredde, invece, quelle dei medici che attraversano la sua stanza con indifferenza, che vedono solo un soggetto, un numero, non un paziente con un cuore pulsante. Quella del piccolo Davide è una storia come tante, e che pure alla fine si distingue per la portata delle sue conseguenze. Ricorrendo ad un elemento fantastico, la comunicazione mentale, telepatica, tra il primario e il bambino, la storia del ritorno alla vita del piccolo porta con sé il risveglio dell'animo dello scorbutico medico. Detto questo, Mani calde si presenta come un romanzo che vuole sostanzialmente commuovere e non disdegna qualche seria riflessione esistenziale, specie nel confronto tra l'ingenua, ma salvifica visione del mondo del bambino, e il cinismo marchiato sulla pelle del primario. Chiare le intenzioni, c'è da chiedersi: il risultato è quello atteso? Le modalità sono quelle giuste? Entrambe le recensioni continuano su: http://www.lastambergadeilettori.com/...

  6. 4 out of 5

    Georgiana 1792

    Un legame che ridona la vita Mi chiamo Davide, ho nove anni e per un po’ di giorni sono morto. Tutti dicono che è stato Padre Pio a guarirmi, ma io lo so che è stato il dottore antipatico.[…] Dicono che sono antipatico: vero. Che sono malvagio: forse è vero. Che sono pieno di me: anche qui devo assentire, di cos’altro dovrei essere pieno? Dicono che sono algido ed anaffettivo: giusto. Che non ho amici: anche qui hanno ragione. Tutto ciò che dicono è vero: che vivo per il lavoro e che, al di fuori di Un legame che ridona la vita Mi chiamo Davide, ho nove anni e per un po’ di giorni sono morto. Tutti dicono che è stato Padre Pio a guarirmi, ma io lo so che è stato il dottore antipatico.[…] Dicono che sono antipatico: vero. Che sono malvagio: forse è vero. Che sono pieno di me: anche qui devo assentire, di cos’altro dovrei essere pieno? Dicono che sono algido ed anaffettivo: giusto. Che non ho amici: anche qui hanno ragione. Tutto ciò che dicono è vero: che vivo per il lavoro e che, al di fuori di questo, non ho niente. Certo, non ho mai voluto niente. Due protagonisti: un bambino di nove anni, Davide, con un nome che è un simbolo: il piccolo Davide che sconfigge il gigante Golia, quel terribile gigante che nessuno è riuscito a sconfiggere, la Morte; e un dottore, il primario di neurochirurgia, che tutti chiamano il cafone, o addirittura peggio, una persona scorbutica, intollerante, sola, ma un vero genio nel suo lavoro. Per il primo dei due protagonisti si conosce già il lieto fine: il libro si apre con gli ultimi giorni della sua degenza in ospedale, con la madre Paola, che finalmente sorride, dopo essersi liberata dai sensi di colpa per l’incidente stradale che ha fatto entrare in coma suo figlio, quando invece Davide neanche voleva uscire con lei per andare a comprare lo zaino nuovo! Dunque è per conoscere l’evoluzione delle vicende del secondo protagonista, quello che il bambino chiama il dottore antipatico – che però ha le mani calde –, ma soprattutto per vedere il legame che si crea fra il piccolo paziente speciale, che arriva in ospedale quando è ormai in fondo al buco nero, e l’uomo che lo tira per i capelli e lo riporta da questa parte del tunnel, che siamo spinti a continuare avidamente la lettura. La narrazione non segue un ritmo regolare, per cui dobbiamo ricostruire la storia attraverso i frammenti sparsi che Giovanna Zucca mette sul nostro percorso di lettura. È un bambino intelligentissimo, Davide, intuitivo: gli basta sentire il tono della voce degli infermieri e dei dottori per leggere loro dentro. Ed il suo fiuto infallibile gli suggerisce che se una persona ha le mani calde, quella persona non può essere cattiva, tutt’al più far finta di esserlo. Cioè, lui è bravo… ma a forza di far finta di essere cattivo si è dimenticato che è tutto finto e non si ricorda più come era prima. Prima di fare finta. […] Aveva le mani calde. Era il primo ad avere le mani calde. Lui era nudo sotto i teli e Pino lo ha subito coperto, anche se tutti ormai lo davano per morto e credevano che non sentisse niente, né freddo, né caldo né male… Però lui sentiva. E le mani fredde erano un tormento. Il piccolo Pier Luigi ha vissuto un’infanzia solitaria sul Lago di Garda. Suo padre era uno studioso e non si occupava né di lui né di sua madre, la quale, quando il bambino aveva solo quattro anni, si è suicidata buttandosi nel lago. Per questo motivo quel bambino, che poi è diventato un dottore, ha innalzato attorno a sé un muro altissimo: non gli importa di nessuno, solo in questo modo non potrà mai sentirsi rifiutato o abbandonato. Persino della figlia Susan, che ha avuto da una relazione occasionale tredici anni prima, non gli è mai importato niente. Ma il piccolo Davide, che è in coma, e riesce a comunicare con lui attraverso un legame forte fatto di pensieri e di mani calde, riesce a scalfire quel muro, aprendosi un piccolo varco, che farà vedere a tutti quel Pligi che inizialmente solo lui riusciva a scorgere. Vuole essere libero, non dipendere da nessuno e che nessuno dipenda da lui… Davide però dipende da lui eccome, non solo dal punto di vista medico. Ispido come un istrice, ha fatto barriera intorno a sé ma quel moccioso è andato oltre la barriera e si è insinuato nella sua vita. “Come è potuto succedere? Quando? Dov’ero mentre questa cosa accadeva?” In Cina dicono che se salvi la vita a qualcuno, la vita di quella persona ti appartiene e ne sei per sempre responsabile. Pier Luigi Bozzi, inconsciamente, si sente responsabile per la vita di quel piccolo paziente che ha strappato dalle braccia della morte. Il legame fra salvatore e salvato, nato come un’inspiegabile fascinazione, diventa sempre più forte. Forse hanno ragione… in parte, si dice Bozzi. Forse mi sono innamorato. Già… mica ci si innamora solo di una donna… ci si può innamorare anche di una città, di un lavoro, di un libro e anche di un bambino sconosciuto che un giorno incontri per caso, e questo bambino non ha nulla di diverso dagli altri, è uno come tanti, e tu lo devi operare… e lui una notte ti stringe la mano. E questo non dovrebbe succedere. Dovrebbe essere immobile perché è in coma da trauma cranico grave, non dovrebbe muovere un dito, figuriamoci stringerti la mano. Eppure te la stringe e la cosa non ha alcuna spiegazione logica. E poi, quando la cosa non dovrebbe succedere perché è troppo presto, lui apre un occhio e ti guarda. E neanche questo ha una spiegazione logica. Questo legame segnerà una svolta nella vita del chirurgo, che si alternerà con il piccolo Davide nel ruolo di salvatore. Un romanzo emozionante dalla prima all’ultima pagina, che in un primo momento richiama alla mente un ritratto di Picasso: non tutte le parti sembrano essere al posto giusto, ma l’effetto è assolutamente coinvolgente. Il cambio repentino dalla prima alla terza persona da un paragrafo all’altro, con decine di punti di vista differenti, ricostruisce un mosaico in cui le tessere sembrano essere montate a caso, ma che invece dà un quadro terribilmente realistico della confusione di un reparto di terapia intensiva di un ospedale. Il risultato è travolgente e le tessere che sembravano fuori posto creano delle deviazioni della luce che dirottano il nostro sguardo verso angoli della composizione, che altrimenti sarebbero rimasti nascosti. Davide nella sua semplicità di narratore di nove anni è di una profondità e di una schiettezza disarmanti, un essere meraviglioso, un piccolo angelo. Bellissimo l’epilogo personalizzato per ogni personaggio del racconto: come al cinema, quando un film parla di una storia realmente accaduta, ed alla fine c’è un breve resoconto del “dopo”. Nonostante si sappia fin dalle prime pagine che per Davide ci sarà il lieto fine, l’evolversi della storia, ogni piccola parola, pronunziata o espressa con la mente, ogni minimo gesto, fanno provare un caleidoscopio di emozioni che non vi lasceranno mai con gli occhi completamente asciutti. Puoi leggere questa recensione (e sfogliare il libro) qui: http://greenyellowale.blogspot.it/201...

  7. 4 out of 5

    Dolceluna

    Davide, un bambino di 9 anni, è vittima di un incidente (le cui circostanze, nel libro, non sono ben chiarite) ed entra in coma. Dal suo lettino, intubato e “lontano”, osserva tutto ciò che lo circonda, i genitori, disperati, che aspettano sue notizie al di là del vero della sala rianimazione, il via-vai di infermieri, terapisti, specialisti che lo coccolano, col cuore pieno di ansia, e soprattutto lui…Lui, detto il Cafone, lo stronzo, l’antipatico, e chi più ne ha più ne metta. “Lui” è Pier Lui Davide, un bambino di 9 anni, è vittima di un incidente (le cui circostanze, nel libro, non sono ben chiarite) ed entra in coma. Dal suo lettino, intubato e “lontano”, osserva tutto ciò che lo circonda, i genitori, disperati, che aspettano sue notizie al di là del vero della sala rianimazione, il via-vai di infermieri, terapisti, specialisti che lo coccolano, col cuore pieno di ansia, e soprattutto lui…Lui, detto il Cafone, lo stronzo, l’antipatico, e chi più ne ha più ne metta. “Lui” è Pier Luigi Bozzi, il primario della Chirurgia, una faccia di bronzo, un cuore senz’anima, duro, spietato, pronto a inchiodare con lo sguardo e con le male parole i suoi inferiori, ma abilissimo nel salvar vite con le sue mani di velluto. Un capo temuto, mal sopportato. Eppure, Pier Luigi Bozzi, sotto la sua scorza dura, un cuore, e che batte forte e caldo, ce l’ha…ed è proprio con Davide che instaura ogni giorno un muto dialogo fatto di complicità, svelandogli i segreti che l’hanno reso l’uomo apparentemente duro che è. Davide, quel bambino davanti al quale si siede, al quale prende la mano (fra le sue mani, “mani calde”), quel bambino al quale parla, quel bambino che gli apre il cuore. Romanzo corale, totalmente ambientato in una corsia d’ospedale (del resto Giovanna Zucca è lì che lavora e ci racconta questo mondo con leggerezza, talvolta ironia), “Mani calde” è un racconto commuovente che dimostra quanto i più duri possano essere talvolta coloro che nascondano la più profonda dolcezza e il più grande coraggio. Inaspettato.

  8. 4 out of 5

    Martadellenevi

    mani calde, un testo molto intenso. E' una infermiera strumentista a scriverlo. E' il libro che fa per me, visto che anche io sono una infermiera, è un bellissimo libro. Racconta la storia di Davide, un bambino che ha un incidente ed entra in coma, per stare in contatto con gli altri si basa sulle mani, se sono calde allora le persone sono brave e con un cuore buono e riesce a comunicare con il pensiero. "Il dottore cattivo avvicina la sua testa verso di me, mi tocca la fronte e… ha le mani calde. Uh mani calde, un testo molto intenso. E' una infermiera strumentista a scriverlo. E' il libro che fa per me, visto che anche io sono una infermiera, è un bellissimo libro. Racconta la storia di Davide, un bambino che ha un incidente ed entra in coma, per stare in contatto con gli altri si basa sulle mani, se sono calde allora le persone sono brave e con un cuore buono e riesce a comunicare con il pensiero. "Il dottore cattivo avvicina la sua testa verso di me, mi tocca la fronte e… ha le mani calde. Uh! Che fortuna, se ha le mani calde non può essere tanto cattivo!"

  9. 5 out of 5

    Rosalba

    Se il "cafone" è come Mozart, allora suonerà una bella musica su di me..... Bello e commovente, senza essere patetico. Mi ha coinvolto parecchio, probabilmente per la mia esperienza, simile a questa, e perché anch'io sono capitata in mano a un neurochirugo con le mani calde. Il mio però non era così algido e anaffettivo...ma questo "cafone" sembra cattivo, ma poi è bravo... e questo il piccolo Davide lo sa... del resto anche le cozze dentro hanno il morbido...

  10. 4 out of 5

    Raffaella De Leonardo

    Carino e piacevole da leggere, una storia di speranza e rinascita dove il vero protagonista è “il cafone”, un bravissimo neurochirurgo che, un’infanzia infelice e priva di amore, ha reso duro e scontroso nei confronti del mondo. Sarà Davide, un bimbo suo paziente, che riuscirà a dargli la spinta per uscire dal suo guscio. Un inizio molto tragico che preannuncia una storia molto dura ma che, al contrario, si rivela di grande crescita individuale e carica di tanta speranza. Una lettura di certo mo Carino e piacevole da leggere, una storia di speranza e rinascita dove il vero protagonista è “il cafone”, un bravissimo neurochirurgo che, un’infanzia infelice e priva di amore, ha reso duro e scontroso nei confronti del mondo. Sarà Davide, un bimbo suo paziente, che riuscirà a dargli la spinta per uscire dal suo guscio. Un inizio molto tragico che preannuncia una storia molto dura ma che, al contrario, si rivela di grande crescita individuale e carica di tanta speranza. Una lettura di certo molto piacevole ma l’ebook presenta per me una grossa pecca. Il racconto è corale, a più voci che si alternano anche diverse volte nell’ambito di uno stesso capitolo. Non esiste però alcun tipo di stacco tra una voce e l’altra per cui, durante la lettura, non si percepisce immediatamente il cambio di soggetto narrante rimanendo sovente spiazzati. Bisogna quindi tornare indietro molte volte per riprendere le giuste fila del racconto. Sarebbe bastato lasciare una riga vuota tra la fine di una voce e l’inizio di un’altra per rendere chiaro il cambio di soggetto e migliorare di conseguenza la lettura. Una stellina in meno proprio per questa pecca che appesantisce inutilmente la lettura.

  11. 4 out of 5

    Orma

    Bello! Poteva evitarsi le ultime tre pagine, ma pazienza.

  12. 5 out of 5

    Angeligna

    Non mancano i cliché e la scrittura non è propriamente esaltante. Però è sincero e toccante. Soprattutto per chi sa.

  13. 4 out of 5

    Ari

    Recensione completa: http://ariadnetrailibri.blogspot.it/2... Le mani calde sono quelle che ti dicono che andrà tutto bene, che ti rassicurano e scaldano. Le mani calde dei genitori, degli infermieri e anche di un medico che finge di essere cattivo, perchè le mani calde possono essere solo di una persona buona. Sono quelle che trova Davide, un bambino di 9 anni, al suo arrivo in ospedale dopo un terribile incidente. Davide ora è in coma, è caduto nel buco nero, in bilico tra vita e morte, ma arri Recensione completa: http://ariadnetrailibri.blogspot.it/2... Le mani calde sono quelle che ti dicono che andrà tutto bene, che ti rassicurano e scaldano. Le mani calde dei genitori, degli infermieri e anche di un medico che finge di essere cattivo, perchè le mani calde possono essere solo di una persona buona. Sono quelle che trova Davide, un bambino di 9 anni, al suo arrivo in ospedale dopo un terribile incidente. Davide ora è in coma, è caduto nel buco nero, in bilico tra vita e morte, ma arriva il medico antipatico, "il cafone", che lo tira per i capelli riportandolo qua. Nonostante sia in coma, sente tutto ed è attento ad ogni cosa che lo circonda. Impara a conoscere medici e infermieri grazie al suono delle loro voci ma soprattutto tramite il contatto con le mani: calde per i buoni, fredde per i cattivi. E il medico antipatico, che tutti chiamano"il cafone", le ha calde quindi dev'essere buono per forza!Anche se è scorbutico, antipatico, intollerante e scostante, il Dr. Bozzi, grande neurochirurgo dalle mani d'oro, ha le mani calde. Fra il neurochirurgo e il piccolo paziente si crea un rapporto profondo, fatto di pensieri. Davide riesce ad aprirsi un varco e a scalfire la corazza d'acciaio che si è costruito il medico.E quest'ultimo si sente responsabile per la vita di questo piccolo moccioso speciale. Il legame si fortifica sempre di più, fino a segnare una svolta nella vita del Dr. Bozzi. Sappiamo fin da subito che ci sarà il lieto fine: la storia si apre con gli ultimi giorni di degenza di Davide, ma siamo spinti a continuare la lettura per scoprire cos'è accaduto e per scoprire come il piccolo Davide ha sconfitto il grande Golia,la morte. La vicenda è narrata attraverso il punto di vista di quasi tutte le persone coinvolte, c'è un cambio repentino di pagina in pagina ma tutti i personaggi sono ben distinti. Come le tessere di un puzzle, compongono un quadro che è quel microcosmo del reparto di neurochirurgia. Il piccolo narratore di nove anni è profondo e schietto come solo i bambini sanno essere. Ti entra nel cuore. L'epilogo personalizzato per ogni personaggio con un breve resoconto del dopo è bellissimo e lascia il sorriso. Si sente che l'autrice è un'infermiera strumentista, riesce infatti a ricreare quello che realmente è il reparto di un ospedale e lo fa in modo originale. Mi ha coinvolto tantissimo, forse perchè anch'io ho trovato le mani calde di un neurochirurgo e di quel piccolo mondo a sé che è il reparto di neurochirurgia.E devo ringraziare l'autrice, perchè ha dato un'ulteriore piccola spinta alla mia (quasi) decisione di iscrivermi a Scienze Infermieristiche. Chissà che questa lettura non sia uno degli ultimi tasselli, che mi farà superare la mia paura di non essere all'altezza e fare finalmente la mia scelta. Mani calde è commovente, tenero e bello, tocca nel profondo ma allo stesso tempo riesce ad essere leggero, semplice e diretto. Dopo averlo letto farete sicuramente attenzione alle mani che stringerete. ★ ★ ★ ★ ☆ + Bello! Giovanna Zucca piemontese di nascita ma veneta d’adozione, presta servizio come infermiera strumentista e aiuto-anestesia in sala operatoria. Fra un turno e l’altro, si è laureata in Filosofia, una disciplina che coltiva con grande interesse e passione.

  14. 4 out of 5

    Claudia

    Il dottore cattivo avvicina la sua testa verso di me, mi tocca la fronte e... ha le mani calde. Uh! Che fortuna, se ha le mani calde non può essere tanto cattivo!" Davide sa che è stato il dottore antipatico a salvargli la vita, sa che è lui quello che deve ringraziare, quello che tutti chiamano il "cafone". Ma Davide la sa lunga, lui ci parla con il dottor Bozzi e lo sa che il dottore cafone non ci è per niente. "Poi infila una mano sotto il letto e cerca la mia mano, quella senza tubicini. Io g Il dottore cattivo avvicina la sua testa verso di me, mi tocca la fronte e... ha le mani calde. Uh! Che fortuna, se ha le mani calde non può essere tanto cattivo!" Davide sa che è stato il dottore antipatico a salvargli la vita, sa che è lui quello che deve ringraziare, quello che tutti chiamano il "cafone". Ma Davide la sa lunga, lui ci parla con il dottor Bozzi e lo sa che il dottore cafone non ci è per niente. "Poi infila una mano sotto il letto e cerca la mia mano, quella senza tubicini. Io gliela stringo perché tanto ho capito che è tutta una finta che è cattivo." Però Davide è in coma, come fa a parlarci con il cafone? Ah, ma cosa ne sapete voi, e quanto la fate lunga. Loro si parlano nella mente! Il cafone e il moccioso non hanno bisogno di parole; si guardano e si leggono dentro. "Poi arrivi tu e mi guardi come si guarda un eroe" Un bambinetto in fin di vita e un primario dal brutto caratteraccio. Il libro è loro. Davide che si diverte a sentire l'equipe della terapia intensiva spettegolare e battibeccare,che vuole chiedere a Claudia e a Bianca di diventare la sue fidanzate; Davide che finge di essere della Roma per non dispiacere Pino, l'infermiere, ma che in realtà lui è dell'Inter. E il dottor Bozzi, che non si è mai guardato indietro, ora si trova costretto a fare i conti con il passato e suoi fantasmi; ci voleva Davide per fargli capire che lui non è davvero cattivo, ma che fa solo finta. "Prima o poi viene sempre il momento di mandare affanculo il tuo carattere e scoprirti diverso da quello che finora avevi pensato di essere. E per il cafone il momento è venuto adesso. Con quel bambino che lo ha preso di forza per le orecchie e lo ha costretto a guardarlo." Il dottor Bozzi, che una volta fatto il miracolo, non ci pensa proprio a mollarlo, e al piccolo Davide gli sta accanto ogni notte. "... quando ha visto il cafone che non si muoveva da qui, ha pensato che era come un cane da guardia. Un rottweiler che ringhiava se la morte mi portava via."

  15. 4 out of 5

    Daniela Domenici

    Un libro-gioiello sin dalla copertina, deliziosamente naif, che ci dà già un input per capire chi saranno i protagonisti di questa dolcissima storia che si volge tutta nel reparto di terapia intensiva di un ospedale: un medico chirurgo e un bambino. L’autrice di “Mani calde”, Giovanna Zucca, conosce molto bene questo ambiente perché lavora come infermiera strumentista e aiuto-anestesista in una sala operatoria; di lei sappiamo ancora che è piemontese di nascita e veneta d’adozione e che tra un t Un libro-gioiello sin dalla copertina, deliziosamente naif, che ci dà già un input per capire chi saranno i protagonisti di questa dolcissima storia che si volge tutta nel reparto di terapia intensiva di un ospedale: un medico chirurgo e un bambino. L’autrice di “Mani calde”, Giovanna Zucca, conosce molto bene questo ambiente perché lavora come infermiera strumentista e aiuto-anestesista in una sala operatoria; di lei sappiamo ancora che è piemontese di nascita e veneta d’adozione e che tra un turno a l’altro si è laureata in filosofia. E’ un perfetto melange di ironia e commozione quest’opera prima della Zucca che riesce magistralmente ad alternare le voci di tutti protagonisti e i loro punti di vista adottando un linguaggio ad hoc per ognuno di loro ma raggiunge il top quando a parlare è il piccolo grande Davide, il bambino attorno a cui ruota tutta la storia: lì la Zucca è semplicemente perfetta, ci fa sorridere e commuovere e dimostra di conoscere profondamente il mondo dei bambini. Ottima anche la descrizione psicologica e il modo di parlare di Patti, il personaggio femminile chiave della vicenda, e perfetta anche la descrizione del cambiamento radicale che fa il chirurgo, Pier Luigi, grazie proprio a Davide e a Patti. Sono 250 pagine che si leggono tutte d’un fiato innamorandosi di Davide, naturalmente, ma anche di tutti gli altri personaggi che si ritrovano uniti davanti alla sofferenza; uno splendido romanzo d’esordio con una morale che ci trova totalmente consenzienti: chi guarisce il prossimo guarisce se stesso. Non vediamo l’ora di leggere un’altra storia come questa, Giovanna, ti aspettiamo con il sorriso sulle labbra che ci hai lasciato con la storia d’amicizia e d’affetto tra Davide e il suo dottore.

  16. 5 out of 5

    Stefania

    Le 5 stelline sono per l'emozione che il libro mi ha fatto provare. Non sono riuscita a leggere una sola pagina fuori casa perchè continuavano a salirmi le lacrime agli occhi. Tre anni fa ho quasi perso una figlia di 9 anni a causa d una pleuropolmonite fulminante. Anch'io ritengo che la sua guarigione improvvisa sia dovuta in parte a Padre Pio. Anch'io sono cambiata tanto da allora. Anch'io ormai penso, come Patti nel libro, che: "A volte accadono cose strane. Non spiegabili. E' inutile tu cerch Le 5 stelline sono per l'emozione che il libro mi ha fatto provare. Non sono riuscita a leggere una sola pagina fuori casa perchè continuavano a salirmi le lacrime agli occhi. Tre anni fa ho quasi perso una figlia di 9 anni a causa d una pleuropolmonite fulminante. Anch'io ritengo che la sua guarigione improvvisa sia dovuta in parte a Padre Pio. Anch'io sono cambiata tanto da allora. Anch'io ormai penso, come Patti nel libro, che: "A volte accadono cose strane. Non spiegabili. E' inutile tu cerchi spiegare. La vita a volte dà messaggi. Siamo noi che, troppo occupati a pensare nostre piccole cose, non vediamo. Ma il bello di essere umano è che lui non resta sempre uguale. Sensibilità cambia. Le esperienze che facciamo sembra non lasciano tracce. Ma invece le tracce le lasciano, profonde, che non possiamo vedere. E queste si stratificano. E un giorno che siamo più aperti verso vita e mistero di vita, cogliamo quello che ieri non vedevamo."

  17. 4 out of 5

    Brunella Ds

    Davide è un bambino che in seguito ad un incidente finisce in coma e mentre sta nel buco nero stabilisce un contatto con il primario di neuro-chirurgia, odiato da tutti ma amato da lui. Il libro è bello, toccante, la scrittura scorrevole. Mi piacerebbe pensare che chi è in coma ci possa davvero sentire e capire ma non credo che lo sapremo mai con certezza.... Ovviamente lo consiglio!

  18. 4 out of 5

    Sarah

    Un libro commovente,fatto di parole semplici ma che toccano il cuore sino in fondo all'anima,una storia di amore e di amicizia tra persone apparentemente appartenenti a mondi diversi ma che attraverso il silenzio di sentimenti puri creano un legame più intimo, vicino e vero di milioni di inutili parole..

  19. 4 out of 5

    Elena

    Un dottore e un bambino. Come uno può salvare l'altro e viceversa. A tratti commovente.

  20. 4 out of 5

    * Bar *

    Errori di sintassi e pessima trama.

  21. 5 out of 5

    Alice.

    "Quando uno ama, ama e basta. Non serve fare domande su perchè e percome. L'amore nasce senza motivo" 3.5*

  22. 4 out of 5

    Paolo

    semplice. diretto. molto bello.

  23. 4 out of 5

    Francesca Lorenzini

    Intenerisce e commuove.

  24. 4 out of 5

    S7efano

    Bellissimo. Emozionante. Un viaggio nei pensieri e fra i sentimenti dei personaggi. Un persorso di crescita e cambiamento descritti con grande sensibilità.

  25. 5 out of 5

    Debora Melania

    Wonderful! :D

  26. 5 out of 5

    Carlotta Oltolini

  27. 5 out of 5

    Elisa

  28. 4 out of 5

    Emanuela De patre

  29. 4 out of 5

    Valeria Roasio

  30. 4 out of 5

    Virginia

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